Il percorso

C’è un filo conduttore che unisce le tappe di questo itinerario: il tuo stupore nello scovare i tanti dettagli simbolici che costellano le architetture, talvolta ancora tutti da svelare.

Viaggiando da un’epoca all'altra, per prima cosa scopriamo che Pordenone potrebbe essere definita la "città dell’astrologia": i segni zodiacali si ritrovano infatti in ben tre luoghi, ora affrescati, ora dipinti o scolpiti. Strani personaggi e immagini, aggrappate alle pareti delle dimore della "città dipinta", sembrano quasi sostenere le architetture stesse e ti guideranno fino all'antico Mulino del Gobbo Pagotto.

Pochi passi ancora e si raggiunge un monumento dedicato ai caduti di tutte le istituzioni che conserva, alla sua base, un piccolo frammento delle Torri Gemelle di New York.

Le tappe del percorso

Restaurato nel 2002, il palazzo presenta una facciata decorata a bassorilievo in stucco a calce con motivi geometrici, fregi vegetali e figure che si rifanno alle decorazioni a grottesca. Sono immagini simboliche e per certi versi misteriose: cane, gallo, acciarino, cervo, coniglio, drago, maialino, pecora, putto alato, cane e pesce, putto su delfino.

Al centro, puoi leggere le iniziali del proprietario: “BM”. È il notaio Benvenuto Marone, nonno di Andrea Marone, il poeta citato da Ludovico Ariosto (1474-1533) nell’"Orlando Furioso".

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 31, 33170 Pordenone PN

Su Palazzo Marone-Da Ros stupisce la carrellata affrescata dei segni zodiacali che riproduce l’intera serie di tredici segni, tanti quante sono le costellazioni dello zodiaco moderno.

Tra queste, spicca anche quella dell’Ofiuco - o Serpentario - l’unica che non viene considerata un vero e proprio segno astrologico. Ofiuco è situata tra lo Scorpione e il Sagittario, a sud della costellazione di Ercole. Raffigura idealmente un gigante che tiene in mano un serpente e rappresenta il dio della medicina e leggendario medico Esculapio (o Asclepio). Puoi riconoscerlo dipinto sul nostro palazzo: è l’ultimo personaggio a destra e raffigura un uomo che domina un serpente.

Un altro elemento misterioso è la sequenza anomala dei segni: Ariete, Toro, Cancro, Bilancia….

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 31, 33170 Pordenone PN

Sulla parete laterale della cosiddetta Casa dei Capitani è stata affrescata una figura di guerriero con funzione di reggitore della canna fumaria: un telamone.

Quale sia la sua identità non è dato sapere, ma la barba bionda, gli occhi chiari, la foggia del copricapo fanno pensare alla raffigurazione di un soldato austriaco. A conferma di questo, si aggiunge la ricca decorazione della facciata che presenta tre grandi stemmi di casate: a destra lo stemma della famiglia di San Daniele e Varmo, a sinistra l’arme dell’ufficiale austriaco Baumkirchen e al centro i colori della Casa d’Austria con l’aquila imperiale.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 45c, 33170 Pordenone PN

Il primo nucleo del Municipio risale alla fine del XIV secolo. Pochi anni dopo l’arrivo in pianta stabile di Venezia, nella metà del ‘500, viene aggiunta la torre dell’orologio. Sebbene l’ingranaggio interno sia stato sostituito, il quadrante è ancora quello dell’epoca, con qualche piccola modifica avvenuta nel 1700.

L’orologio non è solo uno strumento per segnare il tempo, ma un vero compendio di astronomia: il quadrante indica le ore, i mesi e, soprattutto, i segni dello zodiaco; nel riquadro soprastante, un foro indica le fasi della luna, passando gradualmente dal cielo stellato al viso sorridente della luna.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 64, 33170 Pordenone PN

Ora ti trovi davanti alla Concattedrale di San Marco, più nota come Duomo di Pordenone. Incastonato sulla sua facciata, lasciata incompiuta dopo il suo rifacimento nel periodo ottocentesco, puoi ammirare un gioiello rinascimentale: il portale in pietra istoriato nel 1511 da Giovanni Antonio Pilacorte (1455 ca. - 1531). Il nome dello scultore, originario del Ticino ma attivo nel Friuli Occidentale, è visibile nella base sinistra della sua stessa opera.

Sugli stipiti - tra fogliami e decorazioni - sono scolpiti i dodici segni zodiacali: sei su quello di destra (Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia, Sagittario, Acquario) e sei su quello di sinistra (Toro, Cancro, Vergine, Scorpione, Capricorno, Pesci). Nelle facce delle basi quattro rilievi relativi alla Creazione.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 55, 33170 Pordenone PN

Lungo il muro di cinta che circonda il retro del Duomo Concattedrale di San Marco sono collocate diverse lapidi tombali, un tempo poste sul pavimento della chiesa. Tra queste, passa quasi inosservata una lapide che reca tratti confusi e abrasi risultato del tentativo di riciclo della lastra. Dall’ultimo proprietario, Mattio della Puppa, 1726, si risale ai precedenti, grazie all’osservazione ravvicinata di minuscoli indizi, avvalorati da studi approfonditi. La prima famiglia proprietaria della lapide è quella del letterato pordenonese Pietro Capretto, alias Pietro Edo (1426-1504) annoverato tra i precursori del melodramma italiano.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 55, 33170 Pordenone PN

In via del Campanile, in un angolo antichissimo della città, affrescato sulla parete di un edificio, incontri un uomo ricurvo sotto il peso del camino.

Sull’architrave sta scritto “post tenebras spero lucem”, un estratto tratto dalle Lamentazioni di Giobbe (17, 12): “noctem verterunt in diem, et rursum post tenebras spero lucem” (“Hanno trasformato la notte in giorno, e di nuovo, dopo le tenebre, spero nella luce.”). Si tratta di una frase ricorrente che esprime l’idea di rinascita e di speranza.

Sulla stessa parete, sull’intonaco affrescato con una decorazione a finto mattone, sono stati dipinti gli stemmi della città e della Casa d’Austria.

Dove si trova: Vicolo del Campanile, 33170 Pordenone PN

Una serie di curiose colonnine sono tutto ciò che resta dell'antico Mulin del Gobbo Pagotto a cui si deve il nome della via. Si tratta dei sostegni originali delle paratoie utilizzate per creare il salto d’acqua (oggi scomparso) che metteva in movimento le ruote dell’opificio.

Questo mulino è stato uno degli ultimi di Pordenone a chiudere i battenti (1968). Un tempo le attività produttive che sfruttavano l’energia dell’acqua sorgevano numerose lungo tutto il corso della roggia.

Dove si trova: Vicolo del Molino, 33170, Pordenone

Il monumento è un’opera in bronzo dello scultore perugino Fiorenzo Bacci (1940-2026), realizzata nel 2002. E’ dedicato “ai difensori della incolumità, della libertà dei cittadini, delle leggi e delle istituzioni, feriti, mutilati, caduti nell’adempimento del dovere al servizio della Patria”.

L'opera simboleggia la soglia decisionale umana tra il bene e il male: da un lato i giornali che annunciano attentati e morte per mano della criminalità e del terrorismo, dall’altro le azioni vittoriose condotte dalle forze dello Stato. Alla base sta un frammento d'acciaio delle Torri Gemelle di New York, donato dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco di New York alla città di Pordenone.

Dove si trova: Piazzetta Giustiniano, 33170 Pordenone PN

Ultimo aggiornamento: 05/07/2026 20:30

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