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Arte contemporanea e fotografia trovano spazio nella Galleria Bertoia: mostre temporanee, autori internazionali e nuovi sguardi nel cuore di Pordenone.
L’occhio della città nell’arte moderna
La Galleria Bertoia è uno spazio espositivo ospitato nel trecentesco Palazzo Spelladi; deve il suo nome all’artista e designer di fama internazionale Harry Bertoia (1915-1978), originario di Pordenone.
Il programma espositivo si sviluppa attraverso grandi mostre temporanee, in molti casi dedicate alla fotografia d’autore e costruite come veri e propri progetti curatoriali. Nel corso degli anni, lo spazio ha ospitato grandi maestri della scena internazionale come Steve McCurry, Elliott Erwitt, Bruno Barbey, Inge Morath e Robert Doisneau, accanto a figure centrali per la cultura fotografica italiana come Italo Zannier.
Le esposizioni spesso si inseriscono in cicli tematici che mettono in relazione autori e linguaggi diversi. A queste si affiancano incontri, presentazioni e momenti di approfondimento con artisti e curatori, trasformando la galleria in uno spazio attivo di produzione culturale e confronto.
Oggi Galleria Bertoia fa parte di Pordenone Musei: con il suo sguardo sui temi dell'arte moderna e contemporanea aggiunge un contributo chiave alla vita culturale della città.
Harry “Arri” Bertoia (1915–1978) nasce a San Lorenzo d’Arzene, vicino a Pordenone, ma la sua formazione è profondamente internazionale. Trasferitosi negli Stati Uniti negli anni '30, studia e poi insegna alla Cranbrook Academy of Art, uno dei centri più avanzati del design e dell’arte del Novecento. Artista poliedrico, attraversa scultura, grafica, oreficeria e design, raggiungendo fama mondiale con la celebre Diamond Chair (1951–52), una sedia-scultura in tondino d’acciaio che rivoluziona il rapporto tra oggetto e spazio. Ma è nell’arte plastica che trova la sua espressione più radicale: soprattutto nelle opere di grandi dimensioni e nelle “sculture sonore”, sottili strutture metalliche che producono suoni con il vento. Le sue creazioni, oggi conservate in musei e collezioni internazionali, uniscono materia, aria e musica, restituendo un’idea di arte aperta, in dialogo continuo con lo spazio e il tempo.
È proprio questo spirito aperto e sperimentale che oggi puoi ritrovare nella programmazione della Galleria Bertoia: uno spazio dedicato al confronto tra linguaggi, autori e visioni contemporanee.
Ora realizzo sculture che possono muoversi con il vento o che possono essere toccate o suonate come strumenti musicali. Le mie opere sono sparse in tutto il mondo ma, per anni, ho tenuto i miei pezzi migliori a casa che è, a tutti gli effetti, il mio laboratorio. Può sembrare strano, ma metto costantemente alla prova le mie idee per migliorarle.
Palazzo Spelladi, sede della galleria Bertoia, è un edificio costruito all’inizio del Trecento che testimonia lo sviluppo urbano di Pordenone nel Medioevo.
Sorge nell’area più centrale della città, di fronte a Palazzo Ricchieri (sede del museo civico d’arte), accanto alla sede del Municipio (1291) e a due passi dal Duomo Concattedrale di San Marco (1278). Fino al 1777 apparteneva alla casata degli Spelladi, una delle più antiche della città; successivamente passò prima alla famiglia Rorario, che nel periodo rinascimentale diede i natali a famosi diplomatici e letterati e, in tempi più recenti, ai Silvestri. Trasformato più volte — tra sopraelevazioni negli anni '30 e danni bellici — è stato acquisito dal Comune nel 1980 e restaurato nel 2014, assumendo l’attuale funzione espositiva.
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Pianifica la visita
Lunedì - Venerdì: 08:00 - 16:00.
Corso Vittorio Emanuele II, 60, 33170, Pordenone, PN
Con i mezzi
In treno: linea Venezia/Udine con fermata a Pordenone. Servizio taxi fuori dalla stazione dei treni.
Con l’automobile
Autostrada A28 Portogruaro/Conegliano, uscita PORDENONE (Fiera). Usciti dall'autostrada prendi Via Nuova di Corva/SR251 e Viale Franco Martelli in direzione di Corso Vittorio Emanuele II. Puoi lasciare l’automobile in uno dei parcheggi urbani a pagamento del centro storico.
A piedi
Dalla stazione dei treni al museo d’arte impiegherai circa 12 minuti. Puoi raggiungere il museo percorrendo gli itinerario urbani “Storie di gente: santi, navigatori e streghe” e “Un labirinto di segni”.
L’accesso alle persone su carrozzina o con difficoltà motorie è possibile in tutto il museo.
Ultimo aggiornamento: 29/06/2026 05:05