Mostra Agrosfera
Mostra fotografica diffusa su un progetto fotografico collettivo nazionale. Esposizione visitabile dal 17/9 al 18/10 al Museo di Storia Naturale. Inaugurazione venerdì 18 settembre alle 18:00.
Dall’ingegno di Luciano Savio ai manifesti del ’900: un viaggio nella storia del tessile
Pordenone, la “Manchester d’Italia”, racconta la propria storia industriale attraverso una mostra che intreccia innovazione, memoria, design e comunicazione.
Ospitata al Palazzo del Fumetto, propone un percorso che attraversa industria, tecnologia, design, moda, comunicazione e territorio, mostrando come il mondo della produzione tessile abbia saputo trasformarsi nel tempo anche attraverso le immagini, la creatività e i nuovi linguaggi.
È uno degli appuntamenti del programma ufficiale di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e propone un viaggio nella storia dell’industria tessile e cotoniera del territorio.
Fondamentale la collaborazione con importanti realtà culturali e archivistiche: il Museo Nazionale Collezione Salce, la Rete Archivi Biellesi, l’Archivio Depero di Rovereto, l’Archivio Savio e una rete di aziende storicamente legate all’impresa.
Al centro della mostra c’è la figura di Luciano Savio, uomo e imprenditore che ha contribuito in modo determinante alla crescita dell’industria meccanotessile italiana.
Grazie alla sua intuizione e alla sua visione imprenditoriale, Savio seppe costruire un’azienda capace di affermarsi a livello internazionale nella produzione di macchinari per la filatura, portando nel mondo il nome di Savio Macchine Tessili.
La sua storia è il punto di partenza per raccontare non solo un’impresa, ma l’evoluzione di un territorio e di una cultura del lavoro fondata su ricerca, competenza, innovazione e capacità di guardare al futuro.
La mostra accosta alla storia industriale di Savio una raffinata selezione di manifesti, materiali pubblicitari e campagne d’epoca legati ai principali marchi del tessile italiano.
Attraverso questi documenti è possibile osservare come il prodotto tessile sia diventato anche un elemento dell’immaginario collettivo e come la pubblicità abbia accompagnato i cambiamenti della società, dei consumi, della moda e del gusto.
Il percorso permette così di guardare con occhi nuovi alla storia del design e della comunicazione visiva, scoprendo il rapporto tra produzione industriale e creatività.
Ad affiancare la mostra è il fumetto originale Il filo che resta, realizzato dal Palazzo del Fumetto e dedicato alla figura di Luciano Savio. La storia, sceneggiata da Luca Barbieri di Sergio Bonelli Editore, prende vita attraverso i disegni di Alberto Della Libera, sotto la supervisione di Emanuele Barison, vicepresidente del Palazzo del Fumetto.
Il fumetto trasforma la vicenda umana e imprenditoriale di Savio in un racconto per immagini capace di intrecciare memoria personale, innovazione, lavoro e storia del territorio.
A completare il progetto, il catalogo per approfondire i temi e i protagonisti del percorso espositivo. Il volume raccoglie contributi istituzionali, storici e critici e propone un excursus che, dall’Ottocento ai giorni nostri, ripercorre l’evoluzione della produzione tessile e delle tecnologie che l’hanno accompagnata.
Con i mezzi
In treno: dalla stazione dei treni di Pordenone, attraverso il centro di Pordenone, si arriva a piedi al Palazzo del Fumetto in circa 15 minuti.
In autobus: diverse linee di autobus conducono dalla stazione al Palazzo del Fumetto: 3, 4, 5, P12, P13, P14, P23, P24, P33 e P65 (fermata PARCO GALVANI).
Con l’automobile
i parcheggi più vicini al Palazzo del Fumetto sono:
A piedi:
Dal centro storico di Pordenone, puoi raggiungere il Palazzo del Fumetto in circa 15 minuti. Puoi anche percorrere l'itinerario urbano "Storie di gente: santi, navigatori e streghe"
Orari di apertura:
APERTURE DEDICATE PER SCOLARESCHE, COMITIVE, GRUPPI ORGANIZZATI PREVIO APPUNTAMENTO
Ultimo aggiornamento: 13/10/2026 13:35