Il percorso ripercorre la nascita del suo segno, sempre più stratificato, inquieto e furioso, svelando la costruzione di tavole che sfuggono alla gabbia classica e reinventano il rapporto tra pieni e vuoti, bianco e nero e uso del colore. La visita conduce inoltre dentro l’immaginario di Toppi: i suoi personaggi sconfitti e malinconici, il fascino per la storia e l’esotico, le atmosfere perturbanti e quei finali amari che rendono le sue storie così profonde e indimenticabili.
Un viaggio attraverso alcune delle stagioni più significative della sua produzione artistica, dagli anni Sessanta fino alle opere della piena maturità, alla scoperta di un autore capace di rendere ogni tavola un’opera a sé stante, un universo narrativo fatto di atmosfera e suggestione.